venerdì 9 gennaio 2026

Inverno silenzioso

Pensieri a metà dell’inverno 2024

 

Averla piccola

Credo che tutti abbiano notato come gli inverni siano sempre più caldi. Sembrerebbe una cosa buona, si risparmia un po’ sulla spesa per il riscaldamento, raramente c’è ghiaccio o neve per strada, anche le giornate sono in genere luminose, spesso c’è un bel sole. Purtroppo non è un bene per tutti, per le piante e per gli animali che sono adattati da sempre ad avere l’alternanza delle stagioni è un grosso guaio che non esista il periodo freddo. Non sto ad elencare i perché o i casi singoli, sono troppi. Ma le osservazioni sono abbastanza importanti, e meglio ancora sarebbe avere dei numeri da confrontare. Per parte mia ho solo delle osservazioni, ma ritengo importante scrivere qualcosa al riguardo perché domani, o fra 20 anni, si sappia cosa c’era prima, si abbia un’idea di quale e quanta vita c’era e che già oggi non c’è più.

Nel 1996 sono andato ad abitare nella nuova casa circondata da molto verde e a nord da un grande prato. Facendo colazione ogni mattina d’inverno vedevo un gruppo di passerotti (Passer domesticus, sono granivori, presenti tutto l’anno) che venivano a mangiare le briciole vicino alle ciotole dei cani, gruppi di 10-20 individui, maschi e femmine. Io i passeri li conosco ed osservo da quando ero bambino, si diceva allora che ci fossero due specie diverse, una specie leggermente più piccola, dai colori meno netti, ed i maschi non avevano quel berretto marrone così evidente. Li chiamavamo passeri “campagnoli”, in effetti in paese vedevi solo gli altri, gli stessi che si vedono ora, la passera d’Italia. Forse non era molto vero, scientifico, ma sono tanti anni che di “campagnoli” non ne vedo più. 

Comunque di passeri in questo inverno, siamo oltre metà gennaio, ne ho visti pochissimi. In tutti questi anni sono sempre calati di numero in modo grossomodo costante. Forse per il caldo trovano cibo altrove, ma credo che siano proprio calati di numero visto che compaiono ormai solo in gruppi piccolissimi. Eppure nell’estate scorsa hanno nidificato sul tetto di casa, come quasi tutti gli anni. In  due punti del tetto riescono a fare il nido portando del fieno sotto le tegole. Ho visto i piccoli involarsi. Dobbiamo preoccuparci di questo calo che ormai tende allo zero? Forse sì.

In Cina negli anni ‘50 c’era già una popolazione molto numerosa ed era un problema sfamare tutti. Qualcuno disse a Mao Tse Tung, da poco al potere, che un passero da solo mangiava un chilo di grano/orzo/riso ogni anno. Mao lanciò nel 1956 la Campagna di Eliminazione dei Quattro Flagelli, chiamata ufficialmente “campagna anti passeri”. Gli altri flagelli erano le mosche, le zanzare e i topi. Diede ordine a tutta la popolazione di cacciare i passeri, in rete si trovano ancora i manifesti che incitavano a cacciare fin l’ultimo passero. I cinesi si diedero da fare, senza tante storie fecero fuori tutti gli uccellini, granivori o no, forse alcune specie rischiarono l’estinzione. Gli insetti aumentarono enormemente, ci furono invasioni di cavallette, la produzione agricola calò in modo drammatico. La carestia che ne derivò uccise tra i 30 e i 40 milioni di persone tra il 1958 e il 1960, anche se con ogni probabilità il numero delle reali vittime fu ancora più alto. Durante questi «tre anni amari», fame e malnutrizione misero in ginocchio la popolazione portando allo sviluppo di malattie e ad episodi di cannibalismo. Questa è storia.

Pochi anni dopo, e dall'altra parte del mondo, fu una donna a sollevare il velo di un problema spaventoso. 

Rachel Carson fu una biologa e zoologa statunitense, autrice di un libro divenuto famosissimo: “Primavera silenziosa”, dobbiamo a lei la messa al bando a livello mondiale del DDT.  Rachel con ricerche approfondite aveva documentato gli effetti del DDT che uccideva in modo indiscriminato ogni tipo di insetto. Entrava nella catena alimentare fino ad avvelenare altri animali che non erano il bersaglio voluto. Per i piccoli uccelli soprattutto provocava l’assottigliamento delle uova quindi impediva la procreazione. Il libro accese l’attenzione del mondo scientifico e non solo, fu evidente a tutti che gli uccelli insettivori o granivori erano in calo in tutte le campagne e le città. Il suo era un libro di scienza, ma solo una donna poteva dare un titolo così ad un libro di scienza. “Primavera silenziosa” toccò il cuore di tutti, e costrinse il mondo a fermare un’industria enorme e micidiale. Il DDT, pur molto efficace nella lotta contro la malaria, fu vietato negli Usa nel 1972 e poco dopo anche in Italia. Certo si inventarono altri insetticidi, ma non così dannosi come il DDT che restava nell'ambiente e arrivava ovunque, e aumentarono di molto le precauzioni per l’uso di questi prodotti.

 Oltre i passeri, il mio giardino è sempre stato frequentato da numerosi altri uccelli, la più parte occasionali. Ecco l'elenco, di questi sono certo:

  • Merlo (Turdus merula) nidifica nelle siepi
  • Tortora (Streptopelia decaocto) nidificano sulle travi del portico.
  • Codirosso (Phoenicurus phoenicurus )  nidificano qui intorno.
  • Pettirosso (Erithacus rubecula)
  • Cinciallegra (Parus major)
  • Cinciarella (Parus caeruleus )
  • Capinera (Sylvia atricapilla)
  • Luì piccolo (Phylloscopus collybita)  8 grammi.
  • Storno (Sturnus vulgaris)
  • Tordo sassello (Turdus iliacus)
  • Gazza (Pica pica)
  • Cornacchia grigia (Corvus cornix)
  • Colombaccio (Columba palumbus)
  • Civetta (Athene noctua)
  • Colombo comune
  • Rondini (Hirundo rustica)
  • Scricciolo (Troglodytes troglodytes) pesa 8-9 grammi.
  • Codibugnolo (Aegithalos caudatus) pesa 8-9 grammi.
  • Regolo ( Regulus regulus ) con l’incredibile pennellata gialla sul capo pesa 5-6 grammi !
  • Ballerina bianca (Motacilla bianca)
  • Picchio rosso minore (Dryobates minor)
  • Picchio rosso (Dendrocopos major)
  • Picchio verde (Picus viridis)
  • Averla piccola (Lanius collurio)  
  • Lucherino (Spinus spinus)
  • Cardellino (Carduelis carduelis)
  • Verzellino (Serinus serinus)
  • Rigogolo (Oriolus oriolus) 
  • Cesena (Turdus pilaris)
  • Cuculo (Cuculus canorus)
  • Ghiandaia (Garrulus glandarius)
  • Airone guardabuoi (Bubulcus ibis) gruppo di 10-30
  • Airone cinerino (Ardea cinerea)

 Certamente incompleto, comunque mi sembra un bell’elenco. 

Diverse volte, negli ultimi anni, ho visto gli storni in versione invernale, macchie più chiare e disegnate, comportamento nevrotico. Ho pensato fossero un’altra specie misteriosa. Compaiono in gruppi di 4-8 in settembre-ottobre, scendono a terra sotto la betulla, non lontano dalla finestra, e con il becco quasi in verticale a terra cercano cibo. Sono molto decisi, frenetici nei movimenti, pochi passi e abbassano il becco a terra, un instante ed altri passi ancora. Si fanno vedere per due o tre giorni, poi scompaiono.

Tornando all’inverno, questo è stato finora molto caldo, pochissimi giorni con l’acqua dei cani ghiacciata, giornate con 18-20 gradi.

Gli insettivori praticamente non si sono visti in giardino, né quelli tipici invernali : cinciallegre, cinciarelle, pettirosso, né quelli stanziali come il merlo, salvo un paio di femmine.

Non vedendo presenze non ho appeso ai rami degli alberi le pagnotte come facevo negli altri anni. Solo una volta ho messo del burro su una mangiatoia su un albero, a fine anno.

Insomma un inverno quasi senza uccelli. Forse quest’anno ci sono più gazze e cornacchie che frequentano il giardino e i dintorni.

Gazze e cornacchie sono dei corvidi, molto aggressivi verso i passeracei, e nella stagione dei nidi vanno a predare uova e piccoli.

Non so come riescano i merli e altri che nidificano nelle siepi mie e dei vicini a portare avanti con successo le nidiate, sotto lo sguardo quasi onnipresente delle gazze e dei corvi.  Dev’essere un vero incubo per questi genitori, un incubo che dura diverse settimane, devono andare e tornare dal nido più volte ogni giorno, senza farsi vedere dai feroci predoni perché non scoprano dev’è il nido. Eppure quasi sempre ce la fanno a portare a successo la nidiata, ma negli anni ho visti diversi nidi saccheggiati da corvi e gazze, le uova rubate, i piccoli divorati, il nido a brandelli, uno spettacolo che ti tocca il cuore.

Anni fa ho assistito ad una predazione ad opera di un corvide, impressionante! Una domenica mattina di anni fa, eravamo seduti ai tavolini di un bar, sotto gli alberi, un sacco di gente, era inizio estate e sono arrivati sopra di noi un certo numero di passeri tra i quali molti piccoli involati da poco. Come altri passeri adulti, uno di quei piccoli è sceso a terra a cercare briciole nel viottolo tra i tavolini. In quel mentre è arrivata una ghiandaia a posarsi su un albero sopra di noi, visto il piccolo a terra si è buttata giù e l’ha preso con il becco e subito è tornata sullo stesso ramo. Il piccolo ha gridato un grido forte, disperato, nessuno degli umani ci ha fatto caso, distratti dalle chiacchiere e dalle brioches. Immediatamente e con la massima efficienza la ghiandaia ha iniziato a spiumare a colpi di becco il piccolo, tenuto fermo tra le zampe ed il ramo, pochi secondi ed ho visto apparire le budella ghiottamente ingollate dal corvide, ha continuato a spiumarlo e staccare pezzi di carne per meno di un minuto, poi se n’è andata tenendo nel becco quel poco che rimaneva del corpicino. Mentre una cascata di piccole piume scendeva tra i tavolini mi sono guardato bene intorno, nessuno delle decine di homo sapiens s’è accorto di nulla. A me quella scena ha rovinato la mattinata, un po' per la crudezza, ma molto più per la totale indifferenza dei miei simili.

La siccità, l’inverno caldo, i pochi uccelli selvatici in giardino sono cose preoccupanti, spiacevoli. Podremmo invece goderceli questi anni, porre attenzione a questi animali bellissimi, perché gli anni prossimi, uno dopo l’altro, saranno più caldi, più secchi e gli uccelli sempre meno. L'elenco qui sopra si ridurrà di anno in anno.

Se penso al clima che c’era e alla quantità di vita selvatica degli anni di quando ero bambino, ebbene mi sembra che allora fosse un paradiso terrestre. 

Non è solo un fatto locale, o una mia impressione. Dal 1970 al 2020, le popolazioni di animali selvatici hanno subito una diminuzione media del 73% a livello globale. Questo dato è riportato nel Living Planet Report del WWF.   E oggi siamo nel 2024.

Mi arrabbio perché quasi tutti gli abitanti delle città (sette persone su dieci nel mondo) non vuole sentirle queste cose, pensa che non abbiano importanza. Tutti continuano a mangiare le brioches, che sono indubbiamente l’anagramma di bischero.